Cinture di castità maschili [C & Polluce]

Cinture di castità maschili



La repressione del sesso è stata molto violenta nei secoli scorsi: pur di impedire il pieno sviluppo della sessualità e quindi della personalità sessuale per secoli si è ricorso a violenti strumenti di costrizione.
Ancor oggi la nostra società subisce le conseguenze di quelle mentalità che più o meno consapevolmente considerano “sporco“ il sesso.



Noi non siamo parte di questo pensiero anzi al contrario siamo tra i fautori ell’autoerotismo e non solo.
Di seguito un po’ di storia che vi farà capire fino a che punto si può diventare “dottori” in fanatismo.



Cari maschietti, anche voi avete vissuto la vostra bella epoca delle CINTURE DI CASTITÀ.

Prima di affrontare l’argomento è d’obbligo una piccola introduzione utile per capire quanto fosse radicata la mentalità contro l’autoerotismo.
Agli inizi del 1700 a Londra appare un libro anonimo destinato a straordinaria fortuna.
Più tardi si sospetterà un certo Bekkers di essere stato l’autore di “Onania, ovvero il nefando crimine di auto-profanazione e tutte le sue spaventose conseguenze nei due sessi, considerato con i consigli spirituali e psichici”.- già il titolo è tutto un programma-
Il libro non è un volgare pamphlets come quelli che girano per l’Europa e tutti dedicati a Onan (e il suo famoso peccato del coito interrotto) o alla sodomia, è scritto molto bene, e proprio la sua scorrevolezza e lo stile gradevole rendono assimilabili alcuni concetti: l’onanismo sporca il corpo, la mente e l’anima, provoca malattie, vapori, epilessia, pazzia, fa dire bugie, giurare il falso e, forse, spinge perfino all’omicidio.
Tra l’altro l’autore dedica uno spazio esagerato ad alcuni pazienti che gli chiedono di inviargli per corrispondenza la bottiglia di una certa “Tintura Fortificante”, allegando il denaro necessario…un po’ come succede oggi, cioè una montatura pubblicitaria per vendere chissà quale inutile intruglio!



Un medico svizzero riprende l’argomento a metà del 1700 e pubblica il suo “l’onanisme: dissertation sur les maladies produites par la masturbation” finendo col terrorizzare i lettori con la leggenda che l’autoerotismo, causando una pericolosa perdita di seme, spalanca la porta alla follia, emicrania, asma, acne, causa la dilatazione delle pupille, la perdita dell’appetito, disturbi intestinali, verruche, tosse convulsa……portando fino alla morte!!!-
A quest’ora si dovrebbe essere estinto il genere umano.



La perdita di un’oncia di sperma attraverso la masturbazione, dice, è debilitante come la perdita di 40 once di sangue.
E’ Tissot ad aver popolarizzato il termine “onanismo” come sinonimo di masturbazione, ed è a lui che Voltaire trae ispirazione per la voce omonima del suo Dizionario Filosofico.
Un po’ più tardi, intorno al 1800.
L’Allemand torna sul tema con una trattazione più scientifica dove continua a considerare la masturbazione come fonte di tutti i mali.
Per lui perfino le polluzioni notturne involontarie sono una sudicia malattia come la diarrea, e infatti inventa un suo neologismo per definirle: spermatorrea.- non ho parole-



Nel 1857 Lord William Acton, urologo, consiglia di dormire con le mani legate dietro la schiena…”onde diventare un idiota bavoso o un malaticcio petulante”.


Ma torniamo al nostro presunto peccato: cosa mai faceva Onan durante l’atto sessuale?
Si masturbava oppure eiaculava fuori dalla vagina?
A leggere il libro della Genesi (per chi volesse farlo 38, 8-10) sembra chiaro che si tratti di coito interrotto, ma i nostri autori per avvallare le loro teorie preferirono sostenere che si trattasse di masturbazione e condannare la pratica….. chi si masturbava diventava un mostro…..da qui nasce la teoria della cinture di castità per gli uomini: il solo mezzo per giungere ad un risultato felice è di vietare alle persone dedite alla masturbazione ogni possibilità di praticarla, nascondendo gli organi riproduttivi sotto coperture che, pur permettendo l’uscita dell’urina, si oppongano all’onanismo.
E di cinture di castità ne sono state inventate tante: da quelle d’argento e smalto, chiamate “scudo” perché come uno scudo difendevano dai pericoli; c’erano quelle riservate ai ragazzini impenitenti che erano fatte di cuoio oppure semplici anelli di metallo con appuntiti chiodi all’interno per soffocare anche la più piccola erezione (si imprigionava il sesso del fanciullo fin dalla più tenere infanzia, 2, 3, 5 anni ).
Era consigliato lavarle almeno una volta la settimana poiché causavano infezioni: una doppia tortura che aveva l’effetto di associare il sesso alla sporcizia provocandone il disgusto.


Per chi volesse approfondire l’argomento e vedere una serie di illustrazioni:

– L’Abuso dei piaceri: dell’Onanismo e Conseguenze delle Malattie Prodotte dalla Masturbazione- Firenze, 1890.

By C. & Polluce

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